Monday, August 23, 2010

Friday, August 20, 2010

Foto 5: Il sole in bianco e nero



Ancora non mi hanno dato la cat-card, la carta che mi serve per prendere i libri in prestito. Qua è tutto a base di cat. C'è la cat-card, il cat-tran, le cat news etc. Tutto a causa degli arizona wildcats, la squadra di football, che a quanto pare è molto più importante dell'università in quanto tale. Come dice giustamente superjerry, l'università dell'arizona esiste perchè c'è la squadra di football, e non viceversa. Ad ogni modo, non avendo la cat-card non sto ad andare all'università in sti giorni e me la cazzeggio al residence. Un sole clamoroso, un caldo boia, ed io che giro in mezzo ai cactus e mi faccio le foto, rigorosamente dal basso verso l'alto. Ma per rendere la cosa più gradevole al pubblico di intellettuali che bazzica su questo blog, ho pensato di postare una foto in bianco e nero - cioè più bianco che nero visto il sole.

Wednesday, August 18, 2010

Foto 4: Foto con dedica



Questo post è dedicato a tutti quelli che mi pigliavano per il culo perchè andavo a Tucson. La mia giornata si svolge così:
Alle 8:00 mi sveglio, non perchè punti la sveglia (ma mancopenniente), ma perchè è da quando sono qui che alle 8:00 non ho più sonno. Faccio colazione con ananas e strawberry bread, cazzeggio su internet per mezz'oretta e poi esco dalla mia casina spettacolare stile mexico-mexico-ra-ra-ra che vedete nella foto. E vado in piscina.
8:30-9:30 piscina, che si trova all'interno del residence (ce ne sono due in realtà), in cui alterno bagno e cazzeggio sotto le palme.
9:30 sai che sono le nove e mezza quando in piscina cominciano ad arrivare i messicani obesi a fare i tuffi. E allora vado all'uni con la mia bici nuova di pacca, risalendo tutta la Campbell fino al campus. Campus tra l'altro spettacolare.
9:30-17:00 sto all'uni, studio, scrivo la tesi, vado in biblioteca, parlo con un vallo di gente, vado a mangiare da un qualche messicano, se c'è modo discuto un po' di cose con superjerry che offre fisso da bere, e poi torno a casa.
17:30-18:30 ancora piscina, poi tappa veloce in palestra.
18:30-19:30 cazzeggio su internet e ggf. preparo il lavoro per il giorno dopo. Cena nel gazebo a base di frutti tropicali goduriosissimi e costosissimi.
19:30-20:30 giro a piedi nel mio quartiere, nettamente il più figo di Tucson, tra i negozietti, le fontane accanto al fiume deserto, le palme e i cactus. Volendo giretto in bici su per la strada panoramica che sta dietro a casa mia, dove capisci perchè i tramonti dell'arizona sono così famosi.
dalle 20:30 in poi: scelta tra film nel gazebo o giro nel campus dove ci sono più feste che cactus.
[ok, anche meno magari]

Monday, August 16, 2010

Foto 3: Gas station



Una cosa che i crucchi hanno in comune con gli americani sono i distributori. Sia in Germania che qua il distributore è l'ultimo residuo postmoderno del bazar, dove puoi trovare di tutto e a tutte le ore. Ma qua il distributore ha il fascino aggiunto dell'oasi nel deserto, specie per gli stronzi come me che girano in bici. Questa foto l'ho fatta un quarto d'ora fa, al distributore tra la Campbell e la Prince, e mi piace tantissimo.

Sunday, August 15, 2010

Foto 2: Il fiume di Tucson



Una cosa che mi ha colpito quando sono arrivato qui è il nome della mia via: East River Road. Ci sarà mai un fiume in mezzo al deserto? Alla fine ho scoperto che c'è davvero, e che è anche grande, oltre ad essere effettivamente dietro casa mia. Ma ovviamente è prosciugato. Come si vede dalla foto, anche il fiume è deserto. Quanto mi piace sto posto.

Foto 1: Si, sono a Tucson



Ero indeciso su quale foto postare per prima, visto che in questa prima settimana ho raccolto diversi esempi abbastanza bizzarri di flora e fauna locali. Alla fine mi son deciso per la fermata del suntran, spettacolo. Quando l'ho vista la prima volta stavo vagando senza meta lungo la Campbell. Appena ho posato gli occhi su quel cactus viola sono rimasto inebetito, un po' come quando ho visto lo spot di Dale Peterson. Ipnotizzato in uno stato plotiniano di contemplazione mistica, anche perchè il cactus è evidentemente l'Uno. E d'altronde sant'Agostino avrebbe concluso il De Trinitate in modo meno arrendevole se avesse visto quel cactus, che si dirama manifestandosi come trino pur non cessando di essere uno. Il batecco del mezzo, quello che sta in alto a non fare un cazzo, è il signore, e gli altri due bracci del cactus sono il figlio e lo spirito santo. Quando ho cominciato a vaneggiare su quale fosse esattamente lo spirito santo e quale il figlio mi è venuto in mente che forse stavo avendo un principio di disidratazione e/o insolazione. D'altronde c'erano 40 gradi, non avevo il cappello, non tirava un filo di vento e cominciavo ad avere le labbra screpolate. Naturalmente la prima oasi dove potevi raccattare qualcosa da bere era a tipo 2 miglia. Fortuna che avevo una bottiglietta d'acqua nello zainetto. Acqua ovviamente bollente.