Qualche tempo ho trovato nella cassetta delle lettere un questionario da compilare. Una minchiata sui tuoi gusti in fatto di programmi televisivi. Per favore compila e rispediscicelo indietro. Oppure compilalo online. Ma anche no. Cazzo me ne frega? Io manco ce l'ho la televisione qui. E poi figurati se mi prendo lo sbatti di rispondere alle vostre domande. Però poi ho notato un PS grande come una casa alla fine della lettera. PS: ti spediamo due dollari per il disturbo. Dicevo che mi prendevano per il culo. Invece c'erano davvero. E non erano banconote del monopoli, o comunque se lo erano il messicano al distributore non se n'è accorto. Anzi quando mi ha venduto il calippo tarocco alla fragola era tutto contento di avere tra le mani quelle banconote così nuove. Si si, erano evidentemente vere. Io ho ringraziato e buttato il questionario nel bidone. Non è che mi si compra per così poco. Il principio di pigrizia è deontologicamente vincolante. So weit so gut. Sennonchè poi nelle settimane successive i tizi del questionario mi hanno bombardato di altre lettere, tipo: "Ehi, magari ti sei scordato di compilare il questionario. Tra l'altro ti abbiamo inviato due dollari"; "Non abbiamo ricevuto il tuo questionario compilati; immaginiamo che tu sia indaffarato; ma il questionario è molto importante, per questo ti abbiamo inviato due dollari"; "Speriamo che i due dollari che ti abbiamo inviato quella volta possano essere un incentivo sufficiente per la compilazione del questionario"; "Magari vuoi compilare il questionario, anche per la questione dei due dollari, ma l'hai perso; non c'è problema: vai su internet e compilalo lì". Insomma: compila sto cazzo di questionario! Ti dobbiamo pagare una mangiata di pesce o ce la fai ad andare su internet e mettere quattro crocette di merda di fianco a ste cazzo di domande? Alla fine l'ho compilato.
Monday, November 29, 2010
Sunday, November 21, 2010
Friday, November 19, 2010
Foto 34: Boogeyman
Povero Giffords, non so chi sia di preciso, ma è un democratico, e tanto basta per attirarsi le antipatie di grandi e piccini. E' pieno di sti cartelli agli angoli delle strade. Molto fantasiosi tra l'altro. Giffords ti scrocca le paglie, Giffords ti riga la macchina, Giffords ti aumenta la benzina, Giffords ti tromba la mamma, Gifford negro ebreo comunista. Io magari aggiungerei anche Giffords pisano. Ma non so, mi sa che lì diventerebbe hate speech.
Monday, November 15, 2010
Sunday, November 14, 2010
Foto 32: Tredici è pari

Questa è la canzone di novembre. Di novembre in generale, e del 14 novembre da qualche anno a questa parte. Non del novembre 2004, perchè lì mi ronzava in testa de Andrè: digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre, come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre... Ma di tutti gli altri novembre sì, a partire dal 2000. Quando andavo in giro con lo scooter per le campagne di Ponte Pietra alla mattina, cielo nuvoloso, aria frizzante e rugiada. Mi fermavo da McDonald, prendevo quell'hamburger col bacon che non ricordo come si chiama e che magari non fanno più. Mi fermavo ai lati di una strada secondaria in campagna, mangiavo il mio panino a piccoli bocconi e cominciavo a canticchiare da solo. Esistenza, che stai qui di contrabbando...
Saturday, November 13, 2010
Foto 31: L'idolo
Lo volevo fotografare da una vita, il mio vicino cowboy con stivale ignorante e cappello con coda di marmotta. Ok, la foto non è un granchè, ma d'altronde se gli avessi chiesto di mettersi in posa mi avrebbe tirato col fucile. Il tizio è un grandissimo, comunque, per tre ragioni.
Primo, visto da davanti rende molto di più, visto che ha una panza colossale su cui troneggia una serie di collanoni ignoranti e pesantissimi, oltre ad aver tappezzato la parte davanti del cappello di spille repubblicane e sudiste.
Secondo, e questo è il punto cruciale, è SEMPRE stato vestito così. Identico, anche d'estate. Lo vedevo ad agosto andare in giro per il residence sotto il sole a 42/43 gradi bullandosi del cappello con coda di marmotta. Secondo me non se lo toglie più perchè si è fuso, e lo stesso vale per gli stivali. E d'estate, non pago, aggiungeva un giubbottino di pelle alla renegade, così per ottimizzare la fermentazione ascellare. Giuro. Teneva il giubbotto d'estate e non lo porta adesso. Ma forse è perchè il giubbotto è l'unico elemento che non si è fuso in simbiosi mistica al corpo.
Terzo, una volta l'ho visto in bici. E che bici. Quella è stata la volta in cui mi è più tirato il culo in assoluto di non avere la macchina fotografica dietro. Era una tarda mattinata di inizio settembre (cioè 37/38 gradi buoni), stavo andando all'uni e lo becco fermo al semaforo della prince. Vestito come al solito, con aggiunta estiva di giubbotto alla renegate. E se ne stava su una bici cromata a forma di harley-davidson.
Friday, November 12, 2010
Wednesday, November 10, 2010
Tuesday, November 9, 2010
Monday, November 8, 2010
Foto 27: The higher the better
Il bello degli hotel fighi è che i pinguini alla reception sono privi di ogni spirito critico nei confronti del cliente. Se vai lì è perchè sei pieno di soldi (palle, se non pagavano i crucchi andavo nel peggio ostello), e se sei pieno di soldi hai ragione. Su cosa? Su tutto, a priori. Allora, la storia è questa. Arrivo all'Ocean Plaza Club di Daytona Beach dopo 6 ore di volo, messo come il porco; ho la tuta dell'adidas che porta ancora la gloriosa bruciatura sopra la tasca destra, rimediata quella volta nell'aprile 2002 quando da sbronzo di Menabrea mi misi a giocare con l'accendino da Settimelli a Pisa; ho la maglia smerdata di senape dall'ultimo hot dog preso ad Atlanta; mi presento con la valigia azzurra da 15 euro del Woolworth. Voglio dire, è chiaro che sono un pezzente. Invece no. Quando mi presento alla reception il pinguino non c'è. Arriva dopo qualche minuto tutto trafelato, implorandomi di scusarlo perchè si stava fumando una paglia. Cioè polleggiati, chissene fotte, ma hai visto come sono spianato? No no, per lui aver anteposto una paglia al cliente è evidentemente un peccato capitale. E allora comincia a leccarmi il culo; ma quanto parli bene l'inglese, non avrei mai detto che sei italiano, ah che spettacolo l'italia, sono stato a Capri, mi piacerebbe imparare l'italiano, d'altronde mia nonna è italiana (questa è come quella della nonna di Ferrara di Johnny Casotti: cazzo me ne frega?), etc etc. Ma non è che una violazione del codice deontologico dei pinguini può essere compensata da qualche leccata di culo. Serve qualcosa di molto più concreto. E allora mi propone la bazza. Ti cambio la prenotazione della stanza, dal sesto all'ultimo piano, vista privilegiata sull'oceano. The higher the better. In effetti la vista spaccava; dico bene?
Wednesday, November 3, 2010
Foto 25: Bologna, FL
Sono tornato in Florida, stavolta sull'Atlantico, e non ho sonno, saranno le tre ore di fuso. E allora penso e mi manca Bologna, il che è tutto dire. Ma non Bologna Bologna. La stazione di Bologna, per quello che evoca e rappresenta, per le tipine nane e non sciaquette con cui aspettavi il treno piuttosto che per il treno stesso. Poi va detto che il tragitto in treno si è molto spersonalizzato negli ultimi 10 anni. Una volta c'erano i tizi che annunciavano i treni e le stazioni, adesso c'è ovunque la voce metallica del fratello sfigato di Coscioni. A Bologna c'era il tizio che ogni volta che annunciava "l'intersitiperterontola'sisi" perdeva un polmone. A Faenza c'era il capostazione folle che urlava "faenza,stazionedifaenza,faenza!!" 3 ottave sopra il normale. Ma magari in realtà c'è ancora; solo che ha raffinato la tecnica abbattendo il muro degli ultrasuoni, e adesso lo sentono solo cani e pipistrelli.
Tuesday, November 2, 2010
Foto 24: Discotrash
Per completare l'opera di ambienti trash, sono andato in un'altra discoteca (ovviamente coi due turchi allupati). Trash diverso da quello country, ma comunque più che godibile. E' un posto terronissimo, con finto marmo e divani in finta pelle, dove i latinos truzzi portano quelle troione abominevoli delle loro morose. In pratica è un posto per napoletani cresciuti in messico e arricchitisi nei sobborghi di tucson in modi non del tutto cristallini. E il fatto che qui sia più facile comprare una pistola che un pacco di camel rende il quadro ancora più unheimlich. L'anno scorso di fronte alla discoteca qui incriminata un latino ha sparato a un altro latino perchè a sua dire fissava la sua morosa in modo inappropriato. L'ha ammazzato ovviamente. Ammazzato sotto la palma di natale che campeggia all'ingresso della discoteca. Complimentoni.
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