Sbagliatissimo mandarmi a Tucson per sei mesi, vista la mia propensione a farmi condizionare dagli ambienti ignoranti. Un posto dove a novembre sembra di essere a luglio, dove di giorno giri in costume e infradito e di sera vai nelle discoteche country. Tipo questa. Cactus Moon. La discoteca più figa in cui sia mai stato. Oddio magari la più figa no, per ragioni sentimentali il mitico Tittitwister rimane d'ufficio al primo posto. Però tuona.
Thursday, October 28, 2010
Tuesday, October 26, 2010
Tuesday, October 19, 2010
Sunday, October 17, 2010
Tuesday, October 12, 2010
Saturday, October 9, 2010
Foto 17: L'ignoranza (parte II)
Voglio dire, se apri un museo a St. Louis te la vai anche a cercare. Non puoi pensare che i nigga teppisti e i dale peterson senza denti (cioè il 90% della fauna locale per intenderci) sappiano cogliere la differenza tra un museo e un'agenzia di lavoro interinale.
Monday, October 4, 2010
Foto 15: L'inutilità di un fiume
Visto che nel fiume di Tucson c'è tutto tranne che l'acqua, il comune ha ben pensato di organizzarci eventi culturali. Tipo questo nella foto, la bat-night. Centinaia di stronzi che una sera verso metà settembre si mettono sotto al ponte al tramonto ad aspettare che i pipistrelli escano dalle fessure in cui hanno passato i mesi torridi. Secondo gli organizzatori dovevano uscire TUTTI INSIEME e proprio QUELLA SERA. Insistevano che che è proprio così, si levano di culo tutti insieme al tramonto, in un giorno specifico, proprio in quel giorno lì, e che è così tutti gli anni. A me sembrava una cagata clamorosa. A lui no, alla gente sotto il ponte nemmeno, per non parlare dei cento fotografi, amatoriali e non, tutti scalpitanti all'idea di immortalare la migrazione di quegli uccellacci del cazzo. Non so se sia stato una caso, ma alla fine avevo ragione io.
Sunday, October 3, 2010
Foto 14: Downtown Sangiorgio
Mi è sempre piaciuto vedere come gli stranieri si inventino nomi italiani assurdi per fare i fighi coi loro connazionali pezzenti. Tanto per cominciare ristoranti ed enoteche, tipo il "Bellobene" di Heidelberg o il mitico "Truffaldino's" di Monaco. Ma alla fine i ristoranti sono banali, sicché mi diletto soprattutto con i supposti stilisti italiani all'estero. Al terzo posto "Bruno Banani", che ha lanciato una serie di profumi di sottomarca che va tantissimo in Germania (cioè alla Shell e altri posti fini frequentati dal sottoscritto). Secondo posto a quei due stilisti così pezzenti che si dovevano fare pubblicità pagando dei pezzenti a Friburgo perchè facessero volantinaggio. Non mi ricordo come si chiamano, una cosa tipo "Gandolfo & Scafroglia". Qui invoco l'aiuto di Bora (ad ogni modo vi aggiornerò a Febbraio, a casa ho lasciato da qualche parte il loro volantino commovente e ipnotico). Ma al primo posto, almeno da una settimana a questa parte, c'è un tizio da i trascorsi poco chiari (probabilmente bracciante agricolo assoldato saltuariamente dal nonno di ones, l'immortale cenci). Questo soggetto, tale Ermenegildo Zegna (sì, si chiama proprio così) ha aperto un lussuoso atelier all'aeroporto di Atlanta. Vedi foto (alla fine è un blog di foto, no? Deh ma deh). Che poi magari sto tizio si chiama all'anagrafe Odoacre Maria Mazzanti Viendalmare. Ma Ermenegildo Zegna fa molto più dixie.
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