Tuesday, November 9, 2010
Monday, November 8, 2010
Foto 27: The higher the better
Il bello degli hotel fighi è che i pinguini alla reception sono privi di ogni spirito critico nei confronti del cliente. Se vai lì è perchè sei pieno di soldi (palle, se non pagavano i crucchi andavo nel peggio ostello), e se sei pieno di soldi hai ragione. Su cosa? Su tutto, a priori. Allora, la storia è questa. Arrivo all'Ocean Plaza Club di Daytona Beach dopo 6 ore di volo, messo come il porco; ho la tuta dell'adidas che porta ancora la gloriosa bruciatura sopra la tasca destra, rimediata quella volta nell'aprile 2002 quando da sbronzo di Menabrea mi misi a giocare con l'accendino da Settimelli a Pisa; ho la maglia smerdata di senape dall'ultimo hot dog preso ad Atlanta; mi presento con la valigia azzurra da 15 euro del Woolworth. Voglio dire, è chiaro che sono un pezzente. Invece no. Quando mi presento alla reception il pinguino non c'è. Arriva dopo qualche minuto tutto trafelato, implorandomi di scusarlo perchè si stava fumando una paglia. Cioè polleggiati, chissene fotte, ma hai visto come sono spianato? No no, per lui aver anteposto una paglia al cliente è evidentemente un peccato capitale. E allora comincia a leccarmi il culo; ma quanto parli bene l'inglese, non avrei mai detto che sei italiano, ah che spettacolo l'italia, sono stato a Capri, mi piacerebbe imparare l'italiano, d'altronde mia nonna è italiana (questa è come quella della nonna di Ferrara di Johnny Casotti: cazzo me ne frega?), etc etc. Ma non è che una violazione del codice deontologico dei pinguini può essere compensata da qualche leccata di culo. Serve qualcosa di molto più concreto. E allora mi propone la bazza. Ti cambio la prenotazione della stanza, dal sesto all'ultimo piano, vista privilegiata sull'oceano. The higher the better. In effetti la vista spaccava; dico bene?
Wednesday, November 3, 2010
Foto 25: Bologna, FL
Sono tornato in Florida, stavolta sull'Atlantico, e non ho sonno, saranno le tre ore di fuso. E allora penso e mi manca Bologna, il che è tutto dire. Ma non Bologna Bologna. La stazione di Bologna, per quello che evoca e rappresenta, per le tipine nane e non sciaquette con cui aspettavi il treno piuttosto che per il treno stesso. Poi va detto che il tragitto in treno si è molto spersonalizzato negli ultimi 10 anni. Una volta c'erano i tizi che annunciavano i treni e le stazioni, adesso c'è ovunque la voce metallica del fratello sfigato di Coscioni. A Bologna c'era il tizio che ogni volta che annunciava "l'intersitiperterontola'sisi" perdeva un polmone. A Faenza c'era il capostazione folle che urlava "faenza,stazionedifaenza,faenza!!" 3 ottave sopra il normale. Ma magari in realtà c'è ancora; solo che ha raffinato la tecnica abbattendo il muro degli ultrasuoni, e adesso lo sentono solo cani e pipistrelli.
Tuesday, November 2, 2010
Foto 24: Discotrash
Per completare l'opera di ambienti trash, sono andato in un'altra discoteca (ovviamente coi due turchi allupati). Trash diverso da quello country, ma comunque più che godibile. E' un posto terronissimo, con finto marmo e divani in finta pelle, dove i latinos truzzi portano quelle troione abominevoli delle loro morose. In pratica è un posto per napoletani cresciuti in messico e arricchitisi nei sobborghi di tucson in modi non del tutto cristallini. E il fatto che qui sia più facile comprare una pistola che un pacco di camel rende il quadro ancora più unheimlich. L'anno scorso di fronte alla discoteca qui incriminata un latino ha sparato a un altro latino perchè a sua dire fissava la sua morosa in modo inappropriato. L'ha ammazzato ovviamente. Ammazzato sotto la palma di natale che campeggia all'ingresso della discoteca. Complimentoni.
Thursday, October 28, 2010
Foto 23: I drei Amigos
Sbagliatissimo mandarmi a Tucson per sei mesi, vista la mia propensione a farmi condizionare dagli ambienti ignoranti. Un posto dove a novembre sembra di essere a luglio, dove di giorno giri in costume e infradito e di sera vai nelle discoteche country. Tipo questa. Cactus Moon. La discoteca più figa in cui sia mai stato. Oddio magari la più figa no, per ragioni sentimentali il mitico Tittitwister rimane d'ufficio al primo posto. Però tuona.
Tuesday, October 26, 2010
Tuesday, October 19, 2010
Sunday, October 17, 2010
Tuesday, October 12, 2010
Saturday, October 9, 2010
Foto 17: L'ignoranza (parte II)
Voglio dire, se apri un museo a St. Louis te la vai anche a cercare. Non puoi pensare che i nigga teppisti e i dale peterson senza denti (cioè il 90% della fauna locale per intenderci) sappiano cogliere la differenza tra un museo e un'agenzia di lavoro interinale.
Monday, October 4, 2010
Foto 15: L'inutilità di un fiume
Visto che nel fiume di Tucson c'è tutto tranne che l'acqua, il comune ha ben pensato di organizzarci eventi culturali. Tipo questo nella foto, la bat-night. Centinaia di stronzi che una sera verso metà settembre si mettono sotto al ponte al tramonto ad aspettare che i pipistrelli escano dalle fessure in cui hanno passato i mesi torridi. Secondo gli organizzatori dovevano uscire TUTTI INSIEME e proprio QUELLA SERA. Insistevano che che è proprio così, si levano di culo tutti insieme al tramonto, in un giorno specifico, proprio in quel giorno lì, e che è così tutti gli anni. A me sembrava una cagata clamorosa. A lui no, alla gente sotto il ponte nemmeno, per non parlare dei cento fotografi, amatoriali e non, tutti scalpitanti all'idea di immortalare la migrazione di quegli uccellacci del cazzo. Non so se sia stato una caso, ma alla fine avevo ragione io.
Sunday, October 3, 2010
Foto 14: Downtown Sangiorgio
Mi è sempre piaciuto vedere come gli stranieri si inventino nomi italiani assurdi per fare i fighi coi loro connazionali pezzenti. Tanto per cominciare ristoranti ed enoteche, tipo il "Bellobene" di Heidelberg o il mitico "Truffaldino's" di Monaco. Ma alla fine i ristoranti sono banali, sicché mi diletto soprattutto con i supposti stilisti italiani all'estero. Al terzo posto "Bruno Banani", che ha lanciato una serie di profumi di sottomarca che va tantissimo in Germania (cioè alla Shell e altri posti fini frequentati dal sottoscritto). Secondo posto a quei due stilisti così pezzenti che si dovevano fare pubblicità pagando dei pezzenti a Friburgo perchè facessero volantinaggio. Non mi ricordo come si chiamano, una cosa tipo "Gandolfo & Scafroglia". Qui invoco l'aiuto di Bora (ad ogni modo vi aggiornerò a Febbraio, a casa ho lasciato da qualche parte il loro volantino commovente e ipnotico). Ma al primo posto, almeno da una settimana a questa parte, c'è un tizio da i trascorsi poco chiari (probabilmente bracciante agricolo assoldato saltuariamente dal nonno di ones, l'immortale cenci). Questo soggetto, tale Ermenegildo Zegna (sì, si chiama proprio così) ha aperto un lussuoso atelier all'aeroporto di Atlanta. Vedi foto (alla fine è un blog di foto, no? Deh ma deh). Che poi magari sto tizio si chiama all'anagrafe Odoacre Maria Mazzanti Viendalmare. Ma Ermenegildo Zegna fa molto più dixie.
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